CR Fire di Riccardo Casillo
Leader a Napoli in impianti antincendio e revisione estintori.

L’estintore a CO2 (anidride carbonica) riveste un ruolo cruciale nella protezione di ambienti sensibili e di apparecchiature elettriche, consentendo di combattere incendi in modo rapido ed efficace. Tuttavia, per massimizzare la sicurezza e la prevenzione, è indispensabile sapere quando e come utilizzare correttamente questo strumento, oltre a comprendere i vantaggi e le limitazioni che lo caratterizzano. In questo articolo, approfondiremo tutto ciò che occorre conoscere a riguardo, fornendo suggerimenti utili e rispondendo alle principali domande che gli utenti si pongono sulle modalità d’uso, la manutenzione e le normative vigenti.
Un estintore a CO2 è un dispositivo antincendio che sfrutta l’anidride carbonica (CO2) in forma compressa come agente estinguente. All’interno della bombola, il gas è presente a pressioni molto elevate (fino a circa 60 bar a 20°C e perfino 170 bar a 60°C), il che consente al contenuto di espandersi rapidamente quando l’estintore viene azionato.
Il suo effetto combinato di soffocamento e raffreddamento rende l’estintore a CO2 particolarmente indicato per determinati tipi di incendi, soprattutto quelli che coinvolgono apparecchiature elettriche in tensione (ex classe E) e liquidi/gas infiammabili (classi B e C).
Esternamente, l’estintore a CO2 ha una forma cilindrica simile a molti altri estintori, ma presenta un cono diffusore o “trombetta” che permette al gas di espandersi in modo sicuro e diretto. A seconda del peso (2 kg, 5 kg, 10 kg, ecc.), il tubo e il cono possono variare in dimensioni e materiali:
In Italia (e in Europa), gli incendi vengono classificati in base al tipo di combustibile coinvolto. Questa classificazione è fondamentale per capire quale estinguente utilizzare in ogni scenario. Vediamo le classi principali e quando è opportuno impiegare l’estintore a CO2.
Prima di stabilire i punti di collocazione degli estintori, è indispensabile effettuare una valutazione dei rischi. Individua le aree a maggior pericolo, come:
Gli estintori devono essere:
Le normative italiane e europee (D.Lgs. 81/2008, UNI 9994-1:2013, ecc.) prevedono ispezioni regolari degli estintori a CO2. Durante la manutenzione periodica si verifica:
Ogni tot anni (generalmente 10, ma dipende dalla tipologia di estintore), è necessario procedere al collaudo della bombola, per garantire che possa resistere alle alte pressioni senza perdere integrità. L’anno di costruzione e i dettagli tecnici sono riportati sull’ogiva dell’estintore:
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Un estintore a CO2 può rimanere in servizio per molti anni, purché siano effettuati regolari controlli e revisioni secondo quanto stabilito dalla normativa. In condizioni ottimali di manutenzione, la durata può superare i 10 anni.
Sì. Uno dei principali vantaggi dell’anidride carbonica è che non conduce elettricità e non lascia residui, quindi risulta sicuro per spegnere incendi in presenza di dispositivi sotto tensione. Ricorda, tuttavia, di disattivare l’alimentazione elettrica se possibile, per ridurre ulteriormente il rischio.
Vicino alle postazioni di server, ai quadri elettrici e agli apparecchi elettronici di valore. È inoltre consigliabile tenerne uno in prossimità della stanza delle fotocopiatrici, delle sale CED o in qualsiasi area in cui un corto circuito potrebbe innescare incendi.
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